Mememart nasce da una domanda semplice: perché i meme migliori devono morire nella chat di famiglia, quando potrebbero vivere per sempre su una maglietta?

La nostra storia (vera al 60%)
Era il 2024. Tre amici, un gruppo Telegram chiamato “roba da non mandare alla nonna” e una stampante regalata da uno zio. Il resto è storia: la nonna ha visto tutto, ha riso, e ci ha detto di farci un’azienda. Nonna Pina oggi è il nostro comitato etico, reparto qualità e giudice supremo: se un meme non la fa ridere, non si stampa. Punto.
Da allora stampiamo meme certificati freschi su magliette, tazze, tote bag e felpe. Niente magazzini pieni di roba vecchia: stampiamo on-demand, così ogni drop resta un drop e il magazzino resta il posto più silenzioso dell’ufficio.
La sede
Un open space dove si scrolla “per lavoro”, una sala riunioni chiamata Stonks e un magazzino vuoto di cui siamo molto fieri. La piantina qui accanto è ufficiale: l’ha disegnata lo stagista con righello e pennarelli, e per questo niente badge AI — è artigianato puro.

Questo fa ridere. Stampatelo. E mettete a posto la cucina.
Nonna Pina, riunione di approvazione drop, ogni giovedì
Mememart in numeri
6/7
drop approvati da Nonna Pina. Il settimo era troppo avanti per quest’epoca.
0
scatole in magazzino. On-demand significa on-demand.
100%
delle immagini generate con l’AI dichiarate come tali. Trasparenza totale, come da AI Act.