Alcune immagini di questo sito sono generate con l’intelligenza artificiale. Non ce ne vergogniamo, non lo nascondiamo: lo scriviamo sopra, con un cartellino. Questa pagina spiega come funziona, senza legalese.
Perché lo facciamo
Il Regolamento europeo sull’IA (AI Act, per gli amici) chiede che i contenuti generati o manipolati dall’AI siano riconoscibili come tali. A noi sembra pure giusto: se una foto non è una foto, hai il diritto di saperlo prima di innamorarti della piega perfetta di una felpa che non è mai esistita.
Chi fa cosa, in una tabella
| Contenuto | Chi lo fa | Badge AI |
|---|---|---|
| Mockup dei prodotti | AI generativa, su nostro brief | ✅ Sì, sempre |
| Testi del sito e dei meme | Umani con troppo tempo libero | — Non serve |
| Disegni e schemi scherzosi | AI o stagista, dipende dai giorni | ⚠️ Solo se fotorealistico |
| Giudizio finale sui drop | Nonna Pina, rigorosamente analogica | — Impossibile da automatizzare |
Esempi concreti

✦ IA
Domande frequenti
Il prodotto che ricevo è “generato con AI”?
No: l’AI genera solo le foto di anteprima. La maglietta è di cotone vero, stampata da una stampante vera, piegata male da una persona vera.
Come riconosco un’immagine generata?
Cerca il cartellino con la scritta AI sull’angolo dell’immagine. Se non c’è ed è una foto prodotto, segnalacelo: il nostro reparto conformità (una persona, part-time) interverrà con inaudita lentezza ma sicura efficacia.
Perché alcuni disegni AI non hanno il badge?
Il badge serve a non farti scambiare per reale qualcosa che non lo è. Uno schemino con emoji e frecce non inganna nessuno: in quei casi l’immagine resta marcata come AI nei nostri archivi, ma il cartellino pubblico può essere omesso.
Etichettatura gestita dal plugin AI Act Compliance in fase di sviluppo su questo stesso sito. Se il badge ha un aspetto strano da qualche parte, non è un bug: è un test case che ci è sfuggito. Anzi no, è un bug.